Criteri e precauzioni per chiedere un risarcimento per danni morali in caso di divorzio
Basato su 10 casi di consulenza · Aggiornato · Tradotto dall’originale coreano.
Il risarcimento per danni morali in caso di divorzio consiste nel chiedere a chi è responsabile della rottura del matrimonio il ristoro del danno non patrimoniale ed è distinto dalla divisione dei beni. La possibilità di presentare la richiesta e il relativo importo dipendono dalle circostanze concrete, tra cui le modalità della rottura, il grado di responsabilità, il momento della richiesta e l’eventuale perdono.
In sintesi

Punti chiave
- Il risarcimento per danni morali ristora il danno non patrimoniale causato dalla rottura del matrimonio e ha una finalità diversa dalla divisione dei beni, che ripartisce il patrimonio formato congiuntamente. L’importo è determinato tenendo conto di varie circostanze, tra cui le modalità e la gravità della condotta lesiva, le cause della rottura del matrimonio e le relative responsabilità, nonché l’età e la situazione patrimoniale delle parti (sentenza della Corte Suprema 2003므2251).
- Se in sede di divorzio consensuale non è stato concordato un risarcimento per danni morali, il caso indica che la richiesta deve essere presentata entro 3 anni dalla registrazione del divorzio (Codice civile, articolo 766 (민법 제766조)).
- Se entrambi i coniugi sono responsabili della rottura del matrimonio e le rispettive responsabilità sono di pari entità, può essere difficile ottenere il risarcimento. Tuttavia, la richiesta può essere accolta se è possibile distinguere il grado di responsabilità (sentenza della Corte Suprema 93므1273).
- Se l’infedeltà del coniuge è stata perdonata, il diritto di chiedere il divorzio e quello di ottenere il risarcimento per danni morali fondati su tale condotta possono estinguersi; anche se in seguito il matrimonio si rompe nuovamente, può essere difficile far valere diritti già estinti (sentenza del Tribunale della famiglia di Seul 96드96056).
- Se la relazione con un terzo è avvenuta quando il matrimonio era già compromesso in modo irreversibile, può essere difficile ottenere il risarcimento per danni morali, poiché può risultare difficile ritenere che tale condotta abbia leso la vita coniugale comune (sentenza della Corte Suprema 2011므2997).
- In linea di principio, è difficile chiedere, a causa del divorzio, la restituzione delle spese sostenute per la vita matrimoniale o dei doni nuziali e tradizionali, oppure il risarcimento per un importo equivalente. Può tuttavia applicarsi un’eccezione se ricorrono circostanze particolari tali da far ritenere che il matrimonio non si sia, di fatto, mai perfezionato (sentenza della Corte Suprema 2014므329, 336, 343).
- È possibile chiedere un risarcimento per danni morali anche a un terzo che ha causato la rottura del matrimonio, se è riconosciuto che questi ha cagionato il danno con dolo o colpa. Il caso menziona, tra gli esempi, il terzo coinvolto nell’infedeltà e un familiare che abbia commesso gravi maltrattamenti o interferenze (Codice civile, articolo 750 (민법 제750조)).
- Se l’altra parte non adempie a una sentenza definitiva che dispone il pagamento del risarcimento per danni morali, si può valutare la possibilità di chiedere al tribunale della famiglia un ordine di adempimento oppure di procedere all’esecuzione forzata sui beni dell’altra parte (Legge sul contenzioso familiare, articolo 64 (가사소송법 제64조)).
Domande frequenti
Q. Se non abbiamo concordato un risarcimento per danni morali al momento del divorzio consensuale, posso chiederlo in seguito?
Secondo quanto indicato nel caso, è possibile chiedere il risarcimento anche se, in occasione del divorzio consensuale, non è stato concordato separatamente alcun assegno per danni morali, ma la richiesta deve essere presentata entro 3 anni dalla registrazione del divorzio. Se tale termine è trascorso, è probabile che sia difficile ottenere il risarcimento.
Q. In base a quali criteri viene determinato il risarcimento per danni morali?
L’importo viene determinato tenendo conto di varie circostanze, tra cui le modalità e la gravità della condotta lesiva, le cause della rottura del matrimonio e le relative responsabilità, nonché l’età e la situazione patrimoniale delle parti. Non esiste un importo fisso applicabile in modo uniforme a tutti i casi.
Q. Posso chiedere in seguito un risarcimento per danni morali anche se ho perdonato l’infedeltà del coniuge?
Il caso spiega che, se si perdona successivamente un’infedeltà, il diritto al risarcimento fondato su tale condotta può estinguersi. La valutazione può dipendere dal significato del perdono e dalle circostanze del momento; pertanto, dopo aver perdonato, può essere difficile presentare una richiesta basata unicamente sulla condotta passata.
Q. È possibile ottenere un risarcimento per danni morali anche in caso di divorzio se entrambi i coniugi hanno delle colpe?
Se entrambi i coniugi sono responsabili della rottura del matrimonio e le rispettive responsabilità sono di pari entità, può essere difficile ottenere il risarcimento. Tuttavia, la richiesta può essere accolta se è possibile distinguere il grado di responsabilità, ad esempio in base all’ordine e alla gravità delle condotte o alla loro incidenza sulla rottura del matrimonio.
Q. Posso chiedere un risarcimento per danni morali al terzo che ha avuto una relazione con il mio coniuge senza divorziare?
Secondo quanto spiegato nel caso relativo al contratto di concubinato, è possibile chiedere il risarcimento dei danni causati da una relazione di concubinato anche se il matrimonio non è giunto alla rottura. Tuttavia, la richiesta può essere limitata se il perdono della relazione viene interpretato come rinuncia al diritto al risarcimento.
Q. Posso chiedere un risarcimento per danni morali se il mio coniuge ha frequentato un’altra persona durante la separazione?
La sola separazione non determina l’esito della questione. Se la vita coniugale comune era già compromessa in modo irreversibile e non vi era intenzione di ricostituirla, può essere difficile ottenere un risarcimento per danni morali a causa di un’infedeltà successiva.
Q. Posso riavere le spese della cerimonia nuziale o i doni nuziali e tradizionali quando divorzio?
In linea di principio, è difficile chiedere la restituzione delle spese sostenute per la vita matrimoniale o dei doni nuziali e dei doni tradizionali scambiati tra le famiglie, oppure il risarcimento per un importo equivalente. Può tuttavia applicarsi un’eccezione quando ricorrono circostanze particolari tali da far ritenere che il matrimonio non si sia, di fatto, mai perfezionato.
Q. Ho ottenuto una sentenza che dispone il pagamento del risarcimento per danni morali, ma l’altra parte non paga: cosa posso fare?
Si può valutare la possibilità di chiedere al tribunale della famiglia un ordine di adempimento oppure di procedere all’esecuzione forzata sui beni dell’altra parte. L’esecuzione forzata può comportare procedure di pignoramento e vendita all’asta e richiedere quindi del tempo.
Norme applicabili
- Codice civile, articolo 766 (민법 제766조)
- Codice civile, articolo 750 (민법 제750조)
- Legge sul contenzioso familiare, articolo 64 (가사소송법 제64조)
Attenzione
- Secondo quanto indicato nel caso, la richiesta di risarcimento per danni morali in caso di divorzio consensuale deve essere presentata entro 3 anni dalla registrazione del divorzio. È opportuno non rimandare la richiesta.
- Se l’infedeltà è stata perdonata, il diritto al risarcimento per danni morali potrebbe essere interpretato come estinto; le circostanze e il significato del perdono possono quindi diventare elementi controversi.
- La valutazione del fatto che l’infedeltà sia avvenuta dopo la rottura del matrimonio e di quale parte sia maggiormente responsabile della rottura può variare in base ai fatti specifici.
- Anche in presenza di una sentenza che dispone il pagamento del risarcimento per danni morali, se l’altra parte non paga spontaneamente occorre valutare separatamente la richiesta di un ordine di adempimento o il ricorso all’esecuzione forzata.
Casi di origine
Questa guida è stata redatta dall’IA a partire dai seguenti casi di consulenza della Korea Legal Aid Corporation (in coreano).
Questa guida è un’informazione generale sul diritto coreano, non una consulenza legale sul tuo caso. Rivolgiti a un avvocato o alla Korea Legal Aid Corporation (132 in Corea).
