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Guida ai criteri e alla procedura per chiedere la divisione dei beni in caso di divorzio

Basato su 51 casi di consulenza · Aggiornato · Tradotto dall’originale coreano.

La divisione dei beni in caso di divorzio è una procedura volta a liquidare il patrimonio comune sostanzialmente formato dai coniugi insieme; la titolarità formale dei beni, da sola, non determina se essi debbano essere divisi. Si valutano diversi elementi, tra cui il contributo alla formazione del patrimonio, la natura dei debiti e la durata del matrimonio. Se non si raggiunge un accordo, è possibile presentare domanda al tribunale della famiglia.

In sintesi

Coniugi coinvolti → Coniuge che chiede la divisione → Altro coniuge → In caso di divorzio si chiede la divisione dei beni → Beni formati insieme durante il matrimonio? → Sì → La divisione può essere chiesta anche senza accordo → No → Bene personale, ma l’altro ha contribuito a conservarlo o ad accrescerne il valore? → Ci sono diritti valutabili o debiti familiari da considerare nella divisione? → I beni personali sono in linea di principio esclusi → Ricostruisci i contributi, incluso il lavoro domestico → Contributi di ciascuno → Verifica valore, debiti e durata del matrimonio → Criteri di valutazione → Se manca accordo, chiedi la divisione al tribunale → Procedura e accertamento dei beni

Punti chiave

  • La divisione dei beni è una domanda distinta da quella di risarcimento dei danni morali; anche il coniuge responsabile della rottura del matrimonio può chiedere la divisione del patrimonio comune (Codice civile, articoli 839-2 e 843 (민법 제839조의2, 제843조); caso 5).
  • I beni formati insieme durante il matrimonio possono rientrare nella divisione indipendentemente da chi ne sia titolare o li amministri. I beni posseduti prima del matrimonio e quelli ricevuti per successione o donazione sono in linea di principio esclusi, ma possono esservi inclusi se l’altro coniuge ha contribuito a conservarli, a impedirne il deterioramento o ad accrescerne il valore (casi 5, 10, 19 e 23).
  • Il lavoro domestico può essere considerato un contributo all’acquisizione, alla conservazione e all’incremento dei beni. Le modalità e l’importo della divisione sono determinati valutando nel loro insieme diversi elementi, tra cui il grado di contribuzione alla formazione del patrimonio, la durata del matrimonio e le condizioni di vita (casi 5 e 23).
  • I debiti contratti per formare il patrimonio comune o per sostenere la vita economica della famiglia possono essere presi in considerazione ai fini della divisione dei beni. Tuttavia, tra i casi sono riportate sia decisioni secondo cui la domanda non viene accolta se, detratti i debiti, non resta alcun patrimonio, sia decisioni secondo cui è possibile ripartire anche i debiti quando non restano beni. Occorre quindi esaminare le circostanze in cui i debiti sono sorti e la loro natura (casi 3 e 18).
  • Il diritto al trattamento di fine rapporto di un coniuge che ha lavorato durante il matrimonio può rientrare nella divisione se il suo valore economico è valutabile alla data di chiusura della fase istruttoria; anche una pensione di quiescenza dei funzionari pubblici già percepita può essere inclusa nella divisione (casi 8 e 15).
  • In caso di divorzio giudiziale, i beni da dividere e il loro valore sono determinati sulla base di elementi oggettivi alla data di chiusura della fase istruttoria di merito. Anche i beni acquisiti dopo la separazione possono rientrare nella divisione se derivano da risorse formate insieme dai coniugi prima della separazione (casi 13 e 19).
  • Un accordo sulla divisione dei beni concluso in previsione di un divorzio consensuale potrebbe non produrre effetti se il divorzio consensuale non si perfeziona e il matrimonio viene invece sciolto in sede giudiziale. In tal caso, se non interviene un nuovo accordo, occorre chiedere la divisione dei beni al tribunale della famiglia (caso 6).
  • Se è difficile accertare i beni dell’altra parte, è possibile chiedere al tribunale della famiglia la produzione di un inventario dei beni o un accertamento patrimoniale. Nel decidere sulla divisione giudiziale, il tribunale può accertare quali beni debbano essere divisi senza essere vincolato alle sole allegazioni delle parti (Legge sul contenzioso familiare, articoli 48-2 e 48-3 (가사소송법 제48조의2, 제48조의3); casi 21 e 25).

Domande frequenti

Q. È possibile chiedere la divisione dei beni anche per una casa intestata a un solo coniuge?

È possibile. Se si tratta di beni che costituiscono sostanzialmente un patrimonio comune formato dai coniugi insieme, il fatto che siano intestati a uno solo di loro non è un criterio decisivo. La valutazione tiene tuttavia conto delle modalità di acquisizione dei beni e del contributo di ciascuno.

Caso 1, Caso 5, Caso 7

Q. Anche una casa acquistata dal coniuge prima del matrimonio rientra nella divisione dei beni?

In linea di principio, i beni personali non rientrano nella divisione. Tuttavia, possono esservi inclusi se l’altro coniuge ha collaborato alla loro conservazione, impedendone il deterioramento, o ha contribuito ad accrescerne il valore. Occorre esaminare concretamente il contributo prestato.

Caso 5, Caso 10

Q. Il lavoro domestico di una casalinga viene riconosciuto ai fini della divisione dei beni?

Il lavoro domestico può essere considerato un contributo all’acquisizione, alla conservazione e all’incremento dei beni dei coniugi. Il contributo alla formazione del patrimonio viene valutato considerando, nel loro insieme, diversi elementi, compreso il lavoro domestico.

Caso 5, Caso 23

Q. I coniugi devono dividersi i debiti anche se non possiedono beni e hanno soltanto debiti?

I debiti contratti nel corso della vita comune o durante la formazione del patrimonio possono essere presi in considerazione ai fini della divisione e ripartiti tra i coniugi. Tuttavia, alcuni casi riportano decisioni secondo cui la domanda non viene accolta se, una volta sottratti dal patrimonio i debiti da liquidare, non resta alcuna somma. Sono quindi importanti le ragioni per cui è sorto il debito e il suo eventuale legame con la vita comune.

Caso 3, Caso 18

Q. È possibile dividere anche il trattamento di fine rapporto di un coniuge che non è ancora andato in pensione?

Anche se al momento del divorzio il trattamento di fine rapporto non è stato ancora percepito, può rientrare nella divisione dei beni se, alla data di chiusura della fase istruttoria di merito, è possibile valutarne il valore economico. I casi illustrano il criterio facendo riferimento all’importo del trattamento di fine rapporto che si prevede di percepire qualora il coniuge cessi il lavoro in quel momento.

Caso 15

Q. Se al momento del divorzio consensuale ho firmato in anticipo una dichiarazione di rinuncia alla divisione dei beni, non posso più presentare una domanda?

Secondo una decisione riportata tra i casi, non è consentito rinunciare in anticipo a un diritto alla divisione dei beni non ancora concretamente sorto, prima dello scioglimento del matrimonio. Questa situazione va tuttavia distinta da quella in cui, dopo il divorzio, i coniugi abbiano effettivamente raggiunto un accordo concreto sulla divisione dei beni.

Caso 24

Q. È possibile chiedere la divisione dei beni anche dopo il divorzio?

È possibile chiedere la divisione dei beni anche dopo un divorzio consensuale, ma, secondo i casi riportati, il diritto si estingue trascorsi due anni dalla data del divorzio. Se non si raggiunge un accordo o non è possibile negoziarlo, è possibile presentare domanda al tribunale della famiglia.

Caso 3, Caso 5, Caso 7

Q. Cosa posso fare se il coniuge nasconde i beni o non so dove li detenga?

È possibile chiedere al tribunale della famiglia di disporre la produzione di un inventario dei beni, affinché l’altra parte presenti l’elenco del proprio patrimonio. Se si ritiene che tale elenco non sia sufficiente a risolvere la controversia, è possibile chiedere anche un accertamento dei beni.

Caso 25

Q. È possibile chiedere la divisione dei beni quando termina una convivenza di fatto?

Anche in assenza di registrazione del matrimonio, se sussiste una convivenza di fatto in cui sono riconoscibili l’intenzione di contrarre matrimonio e l’effettiva vita comune coniugale, al termine della relazione è possibile chiedere la divisione dei beni acquisiti insieme. Tuttavia, tra i casi è riportata una decisione secondo cui, in caso di morte di uno dei partner della convivenza di fatto, al partner superstite non è riconosciuto il diritto di chiedere la divisione dei beni.

Caso 1, Caso 9

Norme applicabili

  • Codice civile, articolo 830 (민법 제830조)
  • Codice civile, articolo 839-2 (민법 제839조의2)
  • Codice civile, articolo 843 (민법 제843조)
  • Codice civile, articolo 974 (민법 제974조)
  • Codice civile, articolo 975 (민법 제975조)
  • Codice civile, articolo 1057-2 (민법 제1057조의2)
  • Legge sul contenzioso familiare, articolo 48-2 (가사소송법 제48조의2)
  • Legge sul contenzioso familiare, articolo 48-3 (가사소송법 제48조의3)
  • Legge sul contenzioso familiare, articolo 64, paragrafo 1 (가사소송법 제64조 제1항)
  • Legge sul contenzioso familiare, articolo 67, paragrafo 1 (가사소송법 제67조 제1항)
  • Legge sul contenzioso familiare, articolo 68, paragrafo 1, punto 1 (가사소송법 제68조 제1항 제1호)
  • Legge speciale sulla promozione dei procedimenti giudiziari accelerati, articolo 3 (소송촉진 등에 관한 특례법 제3조)
  • Legge sulla tutela della locazione abitativa (주택임대차보호법)
  • Legge sulla tutela della locazione degli immobili commerciali, articoli 2 e 3 (상가건물임대차보호법 제2조, 제3조)
  • Legge sulle pensioni dei funzionari pubblici, articolo 46-3 e seguenti (공무원연금법 제46조의3 이하)

Attenzione

  • Secondo i casi riportati, il diritto di chiedere la divisione dei beni si estingue trascorsi due anni dalla data del divorzio. Se si intende presentare domanda dopo il divorzio, occorre verificare il termine.
  • Un accordo sulla divisione dei beni concluso in previsione di un divorzio consensuale potrebbe non produrre effetti qualora il divorzio avvenga invece in sede giudiziale. Anche una dichiarazione di rinuncia firmata prima del divorzio potrebbe non essere ammessa in quanto rinuncia anticipata a un diritto non ancora concretamente sorto.
  • La sola esistenza di debiti non comporta automaticamente l’obbligo dell’altra parte di contribuirvi. Occorre verificare se siano connessi alla vita comune o alla formazione del patrimonio comune; la valutazione può variare da un caso all’altro.
  • Secondo i casi riportati, gli interessi moratori su una somma il cui pagamento è stato disposto con una sentenza di divisione dei beni pronunciata insieme al divorzio decorrono dal giorno successivo al passaggio in giudicato della sentenza. Potrebbe non applicarsi il tasso previsto dalla Legge speciale sulla promozione dei procedimenti giudiziari accelerati (소송촉진 등에 관한 특례법).

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Casi di origine

Questa guida è stata redatta dall’IA a partire dai seguenti casi di consulenza della Korea Legal Aid Corporation (in coreano).

  1. 사실혼 파기로 인한 재산분할청구가 가능한지
  2. 재산분할로 소유권이전 될 경우 임차보증금반환채무 인수 형태
  3. 청산대상 채무액 공제 시 잔액이 없어도 재산분할청구 가능한지
  4. 이혼과 동시에 명한 재산분할채무의 이행기 및 적용이율
  5. 이혼 또는 혼인의 취소 시 재산분할청구
  6. 협의이혼을 전제한 재산분할약정의 재판상이혼 시 적용 여부
  7. 부부일방이 명의신탁한 부동산도 재산분할청구의 대상인지
  8. 향후 수령할 공무원 퇴직연금이 재산분할의 대상이 되는지
  9. 사실혼당사자의 사망과 재산분할청구권
  10. 부부일방의 고유재산이 재산분할청구대상에 포함되는지
  11. 이혼 및 위자료의 소송이 확정된 경우 위자료에 대한 이행명령
  12. 반소 인용 시 기각된 본소에 병합된 재산분할청구의 판단 여부
  13. 재판상 이혼을 전제로 한 재산분할에 있어 분할대상 재산과 액수산정의 기준시기
  14. 이혼 시 재산분할에 있어, 성년인 자녀들에 대한 부양의무를 지는 경우 이러한 사정 참작 여부
  15. 회사퇴직금도 재산분할청구의 대상이 될 수 있는지
  16. 단기간 혼인생활 파탄 시 일방이 혼인생활을 위해 지출한 비용의 반환 가부
  17. 재산분할합의가 해제된 경우 재산분할청구의 적법 여부
  18. 이혼 시 양 당사자가 채무만이 존재할 경우 채무도 재산분할이 되는지 여부
  19. 부부의 일방이 별거 후에 취득한 재산이 재산분할의 대상이 되는지
  20. 재산 분할시 상대방의 직업 등 기타 참작할 만한 사유
  21. 법원이 재산분할대상을 직권으로 조사할 수 있는지
  22. 이혼 시 재산분할의 지연 손해금 산정
  23. 재산분할에 있어 가사노동에 대한 평가
  24. 재산분할 청구권을 이혼 전 미리 포기할 수 있는지
  25. 재산 명시 및 재산 조회 제도

Questa guida è un’informazione generale sul diritto coreano, non una consulenza legale sul tuo caso. Rivolgiti a un avvocato o alla Korea Legal Aid Corporation (132 in Corea).