Nel 2025 i casi accertati di scarichi illegali in mare sono stati 307. Il dato è salito dai 244 casi del 2022 a 280 nel 2023 e 290 nel 2024, aumentando così per quattro anni consecutivi fino al 2025. Tuttavia, l’anno con il maggior numero di casi accertati negli ultimi cinque anni è stato il 2021, con 309.
Contesto e quadro generale
Il dato è stato riportato sulla base del «Quadro dei casi di scarichi illegali in mare accertati negli ultimi cinque anni» (최근 5년간 해양 불법투기 적발 현황), un documento ottenuto dalla Guardia costiera coreana (해양경찰청) dall’ufficio del deputato Kim Seon-gyo del Partito del Potere Popolare (국민의힘). Il documento riporta un totale di 1.430 scarichi illegali accertati negli ultimi cinque anni. Il numero dei casi accertati indica le violazioni individuate durante i controlli, ma non misura direttamente la quantità di inquinanti riversati in mare né l’entità dei danni ambientali.
Per tipologia, i prodotti petroliferi sono stati la categoria più numerosa, con 1.221 casi (85,4%). Sono stati accertati 161 casi di rifiuti (11,3%), 27 di sostanze inquinanti atmosferiche (1,9%) e 21 di sostanze liquide nocive (1,5%). Le statistiche sui casi accertati mostrano quindi che i prodotti petroliferi rappresentano una quota rilevante dei controlli sugli scarichi illegali in mare. Tuttavia, questa percentuale non basta a concludere che i prodotti petroliferi abbiano lo stesso peso sul totale dei danni da inquinamento.
I dati per area riportano 261 casi a Busan, 161 a Yeosu, 145 a Mokpo, 100 a Ulsan e 96 a Tongyeong. I casi accertati dai cinque uffici locali della Guardia costiera rappresentavano il 53,4% del totale. L’articolo, tuttavia, non specifica il periodo di rilevazione dei dati per area, rendendo difficile confrontare direttamente quanti casi siano stati accertati in ciascuna zona con le statistiche relative ad altri periodi.
Limitandosi agli anni più recenti, i casi accertati sono aumentati costantemente, ma il dato del 2025 è inferiore di due unità rispetto ai 309 casi del 2021, il massimo degli ultimi cinque anni. Pertanto, «quattro anni consecutivi di aumento» e «il massimo degli ultimi cinque anni» non significano la stessa cosa. La prima espressione si riferisce alla tendenza al rialzo dal 2022, mentre la seconda indica che il 2021 ha registrato il valore più alto dell’intero periodo.
Che cosa significa questa notizia
L’aumento dei casi accertati può essere considerato un segnale dell’importanza di mantenere attivi la sorveglianza e il controllo degli scarichi illegali in mare. Allo stesso tempo, questo dato da solo non permette di stabilire se gli scarichi effettivi siano aumentati o se ne siano stati individuati di più grazie al rafforzamento dei controlli e della sorveglianza. Le variazioni nel numero dei casi accertati possono dipendere sia dalle violazioni sia dalle modalità con cui vengono individuate e conteggiate, ma l’articolo non fornisce dati che consentano di distinguere il peso di questi fattori.
L’elevata quota di prodotti petroliferi indica che, per valutare la situazione dei controlli e della gestione dell’inquinamento, è importante verificare quali tipologie vengano accertate più spesso. Tuttavia, il numero di casi non equivale alla quantità di sostanze sversate né all’entità dei danni. Per valutare più concretamente il significato ambientale delle statistiche, occorrerebbe sapere quanto inquinamento abbia causato ciascun caso e quali siano stati i provvedimenti adottati per tipologia e gli eventuali casi di recidiva.
È inoltre da notare che oltre la metà dei casi accertati si è concentrata nei cinque uffici della Guardia costiera di Busan, Yeosu, Mokpo, Ulsan e Tongyeong. I dati disponibili non permettono di stabilire se questa concentrazione sia dovuta a differenze nel numero effettivo di scarichi illegali o alle diverse condizioni di sorveglianza nei porti e nelle aree marittime. Il deputato Kim Seon-gyo ha definito gli scarichi illegali in mare un reato grave che minaccia l’ecosistema marino e il sostentamento dei pescatori, chiedendo di ampliare la rete di sorveglianza permanente nei principali porti e nelle aree marittime, rafforzando i controlli sul campo e le attività di sensibilizzazione preventiva.
Per esempio, chi vive o lavora lungo la costa di Busan o Yeosu può evitare di dedurre dal solo numero di casi accertati nella propria zona che il mare circostante sia più inquinato, verificando invece se vengano pubblicati anche il periodo di rilevazione, le tipologie accertate, le quantità di inquinanti e gli esiti dei provvedimenti. Per interpretare le ragioni dei diversi numeri per area, servono inoltre informazioni che permettano di distinguere la dimensione del fenomeno dalle condizioni in cui vengono svolti i controlli.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- Nel 2025 sono stati registrati 307 casi di scarichi illegali in mare.
- I casi sono aumentati ogni anno: 244 nel 2022, 280 nel 2023, 290 nel 2024 e 307 nel 2025.
- Dei 1.430 casi accertati negli ultimi cinque anni, 1.221 riguardavano prodotti petroliferi, pari all’85,4%.
- Per area, sono stati indicati 261 casi a Busan, 161 a Yeosu, 145 a Mokpo, 100 a Ulsan e 96 a Tongyeong.
- Il deputato Kim Seon-gyo ha chiesto di ampliare la rete di sorveglianza permanente e di rafforzare i controlli sul campo e le attività di sensibilizzazione preventiva.
Aspetti ancora incerti
- Non è possibile sapere se l’aumento dei casi accertati sia stato influenzato maggiormente dall’effettivo aumento degli scarichi illegali o dal rafforzamento dei controlli e della sorveglianza.
- L’articolo non indica come siano stati conteggiati gli esiti dei provvedimenti e delle sanzioni relativi alle violazioni accertate.
- Non è specificato il periodo di rilevazione dei casi per area.
- Non è stato possibile verificare a quanta quantità di inquinanti o a quali danni agli ecosistemi e ai mezzi di sostentamento abbiano portato i casi accertati per ciascuna tipologia.
Che cosa dovrebbe verificare il lettore
- Quando consulta statistiche pertinenti, è opportuno verificare che siano indicati, oltre ai dati annuali, anche il periodo di rilevazione e i criteri di controllo e sorveglianza.
- Per confrontare i dati tra aree, è necessario verificare prima che il periodo di rilevazione sia lo stesso per ciascuna.
- Verificare se, insieme al numero dei casi accertati, vengono pubblicati anche le quantità di inquinanti per tipologia e gli esiti dei provvedimenti e delle sanzioni aiuta a comprendere meglio la portata e i limiti delle statistiche.




















