Tra i gruppi di clienti stranieri di GS25, quello nordamericano è in più rapida crescita e, per dimensioni, è secondo solo a quello della Grande Cina. Nei primi otto mesi di quest’anno, le vendite ai clienti nordamericani sono aumentate del 131% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, registrando la crescita più elevata tra i gruppi di clienti stranieri delle diverse aree. La quota dei clienti nordamericani sulle vendite ai clienti stranieri ha raggiunto il massimo storico, circa il 30%.
Contesto
La quota dei clienti nordamericani è inferiore di 10 punti percentuali a quella dei clienti della Grande Cina, pari a circa il 40%. Questi dati mostrano il peso relativo dei due gruppi sulle vendite ai clienti stranieri. La quota sulle vendite e il tasso di crescita, tuttavia, sono indicatori diversi. L’aumento del 131% indica la variazione delle vendite ai clienti nordamericani rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: non corrisponde né all’importo delle vendite né alla loro quota sulle vendite ai clienti stranieri.
Sono emerse differenze anche nei prodotti acquistati dai due gruppi. I clienti nordamericani prediligono birra in lattina, vino e superalcolici, oltre a bevande sportive, energetiche e gassate; spendono inoltre più degli altri gruppi di clienti stranieri per la birra in lattina. I clienti della Grande Cina preferiscono latticini, noodles e prodotti da forno. Il prodotto più popolare da GS25 è passato dal latte alla banana allo yogurt greco ai mirtilli.
Anche le tendenze variano da una regione all’altra. Quest’anno le vendite ai clienti nordamericani sono aumentate del 338% nella provincia di Gangwon, concentrandosi sulle località balneari della costa orientale. I clienti della Grande Cina, invece, si recano soprattutto nelle mete turistiche e nelle zone commerciali dei centri urbani di Jeju, Seul e Busan. Ciò mostra che i clienti stranieri non costituiscono un unico gruppo con abitudini di consumo uniformi: i comportamenti variano a seconda della clientela e della regione.
Un rappresentante dell’azienda ha affermato che i consumi dei turisti stranieri si stanno estendendo a un maggior numero di nazionalità e regioni, superando la concentrazione in specifici Paesi e aree. La crescita dei clienti nordamericani e le differenze regionali riferite dall’azienda possono essere lette alla luce di questa osservazione. Questi andamenti, tuttavia, non bastano a stabilire come evolveranno i consumi dei turisti in futuro o se le vendite di determinati prodotti continueranno ad aumentare.
Che cosa significa questa notizia
Dai dati diffusi da GS25 emerge non solo la composizione delle vendite ai clienti stranieri, ma anche il fatto che i gruppi di clienti differiscono per prodotti acquistati e luoghi visitati. La quota dei clienti nordamericani è inferiore a quella dei clienti della Grande Cina, ma il loro tasso di crescita è il più alto e le vendite in Gangwon sono aumentate notevolmente. Queste differenze possono indicare l’importanza di considerare la composizione della clientela locale e la domanda di prodotti nella gestione dei negozi. L’azienda, tuttavia, non ha dichiarato che tali caratteristiche dei consumi siano state una causa diretta dei suoi piani operativi.
GS25 ha dichiarato che intende adeguare i negozi, l’assortimento e il marketing alle zone in cui aumenta il numero di clienti stranieri. Ciò non significa che gli adeguamenti siano già stati attuati in tutti i negozi: si tratta di un piano per rispondere in futuro alle tendenze della clientela nelle diverse regioni. Quest’anno, in circa 1.000 negozi frequentati spesso dai turisti stranieri, sono stati introdotti materiali promozionali in inglese e istruzioni sulle modalità di preparazione e presentazione dei prodotti.
Non è però possibile concludere che queste indicazioni siano presenti in tutti i negozi GS25, né è stato confermato che i prodotti preferiti dai clienti nordamericani siano stati inseriti nell’assortimento dei punti vendita di tutte le regioni.
Fatti confermati e aspetti ancora da chiarire
Fatti confermati
- Nei primi otto mesi di quest’anno, le vendite di GS25 ai clienti nordamericani sono aumentate del 131% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
- Secondo quanto riferito, i clienti nordamericani rappresentano circa il 30% delle vendite ai clienti stranieri, mentre quelli della Grande Cina ne rappresentano circa il 40%.
- Quest’anno le vendite ai clienti nordamericani sono aumentate del 338% nella provincia di Gangwon, concentrandosi sulle località balneari della costa orientale.
- In circa 1.000 negozi frequentati spesso dai turisti stranieri sono stati introdotti materiali promozionali in inglese e istruzioni per la preparazione e la presentazione dei prodotti.
- GS25 intende adeguare i negozi, l’assortimento e il marketing alle zone in cui aumenta il numero di clienti stranieri.
Aspetti ancora da chiarire
- I dati diffusi non indicano l’importo effettivo delle vendite ai clienti nordamericani.
- Non è stato specificato da quali Paesi provengano i clienti definiti nell’articolo come nordamericani.
- Non è stato indicato il criterio specifico usato per calcolare la quota regionale delle vendite ai clienti stranieri.
- Non è ancora possibile sapere in che modo saranno adeguati i negozi, l’assortimento e il marketing nelle diverse regioni, né in quali punti vendita saranno attuate le modifiche.
Che cosa dovrebbe verificare il lettore
- Quando si esaminano le vendite di GS25 ai clienti stranieri, è importante distinguere il tasso di crescita dalla quota sulle vendite. Il 131% indica l’aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; circa il 30% è invece la quota dei clienti nordamericani sulle vendite ai clienti stranieri.
- Anche nei negozi frequentati spesso dai turisti stranieri, la presenza di materiali promozionali in inglese e di istruzioni per la preparazione e la presentazione dei prodotti può variare da un punto vendita all’altro. È opportuno verificare sul posto se siano disponibili le indicazioni necessarie.
- Per valutare in futuro l’esperienza nei negozi o la composizione dell’assortimento, è importante distinguere il «piano di adeguamento» dichiarato dall’azienda dai cambiamenti effettivamente introdotti nei punti vendita.




















