La poetessa, saggista e traduttrice canadese Anne Carson ha ricevuto il Nobel per la Letteratura a 76 anni. In apertura, l’articolo accosta il premio a Carson ai successivi record d’incassi stabiliti nello stesso anno dal film «L’Odissea», diretto da Christopher Nolan. I due si incontrano nel tentativo di presentare l’antica Grecia in modo nuovo al pubblico contemporaneo, pur differendo per approccio, mezzo espressivo e valutazione critica.
Il Comitato Nobel ha definito «audace e originale» la produzione di Carson, che attraversa diversi generi. Carson ha rielaborato i classici non solo in poesie, saggi e traduzioni, ma anche in opere teatrali e collaborazioni. Per comprendere il suo lavoro è fondamentale notare che non si limita a trasporre le storie antiche in forme contemporanee: sceglie anche che cosa rivelare e che cosa lasciare in sospeso nella traduzione.
Contesto e antefatti
Nel 2019, nell’opera teatrale «Norma Jeane Baker of Troy», Carson ha sovrapposto Elena di Troia e Marilyn Monroe. L’opera esplora il potere distruttivo della bellezza e fa incontrare sullo stesso palcoscenico un personaggio antico e un’immagine popolare moderna. Il legame creato tra Elena e Monroe invita il pubblico di oggi a pensare ai classici insieme a riferimenti culturali che gli sono familiari.
La traduzione di «Antigone» realizzata da Carson e pubblicata nel 2015 si basa sulla tragedia di Sofocle, ma le dà un tono moderno. L’opera è stata rappresentata in tournée internazionale. Due passaggi citati nell’articolo mostrano la differenza di tono. Carson ha reso un verso in cui Richard C. Jebb traduce il lamento di Creonte nel senso di «me, in una disperazione angosciosa» con «Ora sono perfettamente mescolato al dolore». Nella traduzione di Jebb, inoltre, Antigone afferma di non avere una casa né sulla terra né nell’aldilà; nella versione di Carson si descrive invece come «una nuova e strana creatura intermedia».
Carson ha trasposto le tragedie antiche anche in media molto diversi. Insieme all’artista Rosanna Bruno ha adattato in un graphic novel, nel 2021, «Le troiane» di Euripide. L’opera originale fu rappresentata per la prima volta nel 415 a.C. Nel 2025 Carson ha recitato una sua poesia in un album del gruppo indie rock Leostatic. Traduzione, teatro, illustrazione e musica sono forme diverse, e mostrano che Carson non costringe i classici in un unico modo di trasmissione.
Che cosa significa questa notizia
Il lavoro di Carson amplia i confini tra traduzione e creazione letteraria dei classici. Scegliere espressioni moderne in «Antigone» e sovrapporre l’Elena antica a Marilyn Monroe in «Norma Jeane Baker of Troy» è diverso dal riprodurre l’originale così com’è. Ma non significa nemmeno trasformare semplicemente un’opera antica in una storia contemporanea. Incontrando i classici attraverso parole e immagini moderne e familiari, i lettori possono riflettere anche sulle differenze che restano tra i due mondi.
Questo approccio emerge con particolare chiarezza nella traduzione del 2002 delle poesie di Saffo, «If Not, Winter». Della produzione complessiva di Saffo, l’unica poesia giunta fino a noi integra è l’«Inno ad Afrodite». Carson ha indicato con parentesi quadre e spazi vuoti i passaggi strappati o le cui parole erano state cancellate. Invece di nascondere le tracce dei danni per rendere il testo più facile da leggere, ha lasciato sulla pagina i segni di ciò che è andato perduto.
Nell’introduzione alla traduzione, Carson ha scritto che le parentesi quadre rappresentano «uno spazio libero in cui l’immaginazione può avventurarsi».
Chi legge i frammenti dei classici deve distinguere il testo conservato da quello scomparso e può chiedersi se le interpretazioni aggiunte dal traduttore vengano scambiate per parole presenti nell’originale. Per esempio, chi legge «If Not, Winter» può capire che parentesi quadre e spazi vuoti non sono semplici ornamenti editoriali, ma indicano le lacune prodotte dalla trasmissione del testo.
Non tutte le traduzioni di Carson sono valutate allo stesso modo. Emily Wilson, classicista e traduttrice, ha osservato che Carson non ha aggiunto pronomi possessivi o articoli determinativi assenti dal testo greco originale. Wilson ha però criticato Carson per non aver tenuto abbastanza conto dell’influenza che il genere e l’orientamento sessuale di Saffo hanno avuto sulla ricezione posteriore della sua opera. A proposito di «An Oresteia», pubblicato nel 2010, Wilson ha inoltre giudicato che le voci dei tre tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide non fossero sufficientemente distinguibili.
Le domande sollevate dal lavoro di Carson, quindi, non si limitano a chiedere se sia possibile rendere attuali i classici. Riguardano anche quanto spazio il traduttore debba lasciare ai vuoti dell’originale e in quale misura debba includere nella traduzione i contesti storici importanti per i lettori di oggi. Gli esperimenti formali di Carson possono aprire nuove letture dei classici, ma mostrano anche la necessità di interrogarsi criticamente su come queste scelte trattino la voce dell’opera originale e la sua storia di ricezione.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- Anne Carson è una poetessa, saggista e traduttrice canadese e ha ricevuto il Nobel per la Letteratura a 76 anni.
- Il Comitato Nobel ha definito «audace e originale» la produzione di Carson, che attraversa diversi generi.
- Carson ha collegato la letteratura antica ai media contemporanei in forme diverse, tra cui la traduzione di «Antigone», l’adattamento a graphic novel de «Le troiane» e la recitazione di una poesia in un album musicale.
- «If Not, Winter» mette in evidenza la trasmissione frammentaria dell’opera di Saffo; Carson ha indicato con parentesi quadre e spazi vuoti i passaggi danneggiati o cancellati.
Aspetti ancora da chiarire
- Qual è stato, nello specifico, il processo di valutazione con cui il Comitato Nobel ha scelto Carson?
- Quale opera o quali opere di Carson hanno inciso maggiormente sulla decisione di assegnarle il premio?
Che cosa può verificare il lettore
- Leggendo una traduzione di Saffo, osservare che cosa indicano le parentesi quadre e gli spazi vuoti può aiutare a distinguere il testo tramandato dalle parti che non sono state ricostruite.
- Confrontando traduzioni diverse, come nel caso di «Antigone», si può verificare se uno stesso passaggio sia reso con toni differenti. Le differenze mostrano come le scelte del traduttore possano influire sul modo in cui il lettore comprende i personaggi.
- Quando si incontrano i classici attraverso un graphic novel o un’opera teatrale, verificare in che modo è stato adattato il testo originale aiuta a vedere più chiaramente dove si incontrano la fonte antica e l’interpretazione contemporanea.



















