Secondo i risultati di uno studio, il benessere degli insegnanti potrebbe essere associato non solo alle loro condizioni lavorative personali, ma anche alla motivazione all’apprendimento e al rendimento scolastico degli studenti. Teresa Dicke e il suo gruppo di ricerca hanno riunito i dati di 186 studi pubblicati tra il 1977 e il 2023 in 33 Paesi e di oltre 350.000 insegnanti di tutto il mondo. Secondo l’articolo, si tratta della più ampia analisi condotta finora sulle prove relative al rapporto tra il benessere degli insegnanti e i risultati degli studenti.
L’analisi ha mostrato una tendenza costante: a un maggiore benessere degli insegnanti corrispondevano livelli più elevati di motivazione e rendimento scolastico degli studenti. Al contrario, le difficoltà psicologiche — tra cui burnout, stress, depressione e ansia — erano associate ai risultati degli studenti in direzione opposta; tale associazione era leggermente più debole rispetto a quella tra il benessere e i risultati degli studenti.
Contesto e quadro generale
I ricercatori non hanno limitato il benessere degli insegnanti a un’accezione ristretta di stato d’animo. Hanno incluso funzioni psicologiche quali l’autoefficacia (la convinzione di essere in grado di svolgere il proprio lavoro), la soddisfazione e il coinvolgimento lavorativi, la motivazione al lavoro, l’umore positivo e la capacità di far fronte alle richieste professionali. Tra le difficoltà psicologiche considerate figuravano non solo il burnout e lo stress, ma anche segnali di disagio psicologico come depressione e ansia.
Anche i risultati degli studenti non si limitano ai punteggi dei test. L’analisi ha preso in esame sia il rendimento scolastico, come voti e punteggi dei test, sia la motivazione all’apprendimento, includendo l’interesse per l’apprendimento, gli obiettivi che gli studenti si pongono e la fiducia nelle proprie capacità. I risultati indicano quindi un’associazione ampia tra la condizione degli insegnanti e i risultati dell’apprendimento degli studenti, non il miglioramento di un singolo indicatore di rendimento.
La soddisfazione lavorativa, la motivazione al lavoro e il funzionamento psicologico complessivo mostravano ciascuno un’associazione di entità simile con risultati migliori degli studenti. Il rapporto tra il benessere degli insegnanti e i risultati degli studenti era più forte nelle scuole superiori che in quelle primarie. Tuttavia, la stessa differenza tra i livelli scolastici non è stata riscontrata per le difficoltà psicologiche degli insegnanti, e lo studio non ne ha spiegato il motivo.
Che cosa significa questa notizia
Questi risultati sono degni di nota perché le ragioni per migliorare le condizioni lavorative degli insegnanti potrebbero non limitarsi al loro benessere personale o alla permanenza nella professione. Se le condizioni degli insegnanti che faticano a sostenere il carico di lavoro o che affrontano un forte disagio psicologico tendono a variare insieme ai risultati degli studenti, l’ambiente di lavoro scolastico potrebbe essere collegato anche alle condizioni in cui gli studenti apprendono. Si tratta tuttavia di una possibile interpretazione dei risultati, non di una conclusione accertata secondo cui una determinata politica migliori i risultati degli studenti.
I ricercatori hanno proposto alcune spiegazioni: quando sono soddisfatti i bisogni degli insegnanti di autonomia, competenza e relazione, questi possono insegnare in modo da favorire l’autonomia e la motivazione degli studenti; inoltre, quando gli insegnanti stanno bene dal punto di vista psicologico, potrebbero trovarsi in una posizione migliore per gestire la classe e instaurare rapporti con gli studenti. Lo studio, però, non ha verificato direttamente nessuna delle due spiegazioni. Questi percorsi restano interpretazioni possibili.
Lo studio ha rilevato una tendenza a una variazione concomitante del benessere degli insegnanti e dei risultati degli studenti. Non ha dimostrato un nesso causale secondo cui migliorare il benessere degli insegnanti porterebbe a risultati migliori per gli studenti.
I ricercatori hanno affermato che l’associazione è di entità piccola o moderata. Anche altri fattori possono incidere sui risultati degli studenti e, sulla base della sola analisi, è difficile distinguere l’influenza di ciascuno. Per esempio, se una scuola introduce una politica per ridurre il carico di lavoro degli insegnanti e i risultati degli studenti cambiano, occorrono verifiche separate per stabilire se il cambiamento sia dovuto al miglioramento del benessere degli insegnanti o sia avvenuto insieme ad altri cambiamenti.
Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire
Fatti accertati
- L’analisi ha riunito 186 studi condotti in 33 Paesi e riguardanti scuole primarie, secondarie e istituti comprensivi.
- I dati comprendevano oltre 350.000 insegnanti di tutto il mondo e gli studi erano stati pubblicati tra il 1977 e il 2023.
- Il benessere degli insegnanti era associato a una maggiore motivazione e a un rendimento scolastico più elevato degli studenti; le difficoltà psicologiche erano associate ai risultati degli studenti in direzione opposta.
- L’associazione tra benessere e risultati degli studenti era più forte nelle scuole superiori che in quelle primarie, ma per le difficoltà psicologiche non è emerso lo stesso andamento in base al livello scolastico.
- I risultati dello studio riguardano una correlazione, la cui entità è stata descritta come piccola o moderata.
Aspetti ancora da chiarire
- Sulla base della sola analisi, non è possibile sapere con quale dimensione dell’effetto sia stata misurata l’associazione.
- L’analisi non ha accertato se le politiche volte a migliorare il benessere degli insegnanti aumentino effettivamente i risultati degli studenti.
- Non è stato chiarito neppure perché il rapporto tra le difficoltà psicologiche e i risultati degli studenti non presenti differenze tra i livelli scolastici.
Aspetti da verificare
- Nel valutare le misure per il benessere adottate dalle scuole o dalle politiche educative, si può verificare come venga effettivamente adeguato il carico di lavoro e se siano previsti sostegni alla leadership scolastica e ai rapporti tra colleghi. L’articolo propone di investire in carichi di lavoro adeguati, in una leadership scolastica di supporto e nei rapporti tra colleghi.
- Nel valutare i risultati delle politiche di sostegno agli insegnanti, è importante distinguere i cambiamenti nella loro soddisfazione o condizione psicologica dai cambiamenti nei risultati degli studenti. Anche se i due cambiamenti si verificano insieme, questo non dimostra di per sé un nesso causale.
- È opportuno non applicare i risultati dello studio automaticamente alla propria scuola o a una classe specifica, tenendo presente che l’analisi ha riunito studi condotti in diversi Paesi e a diversi livelli scolastici e riguarda un’associazione.




















