Con il numero di studenti stranieri in Corea del Sud che quest’autunno ha superato quota 350.000, mercoledì il Ministero della Giustizia (법무부) ha annunciato una riforma radicale della politica dei visti, che sposta l’attenzione dal reclutamento degli studenti al sostegno all’occupazione e all’insediamento a lungo termine dei laureati. Il governo ha dichiarato che introdurrà un visto flessibile per la ricerca di lavoro, che concederà fino a tre anni ai laureati in discipline STEM e ai lavoratori qualificati per trovare un impiego, e che istituirà anche un «K-Tech Master Visa» per attrarre titolari di lauree magistrali in ambito tecnologico.
Contesto e retroscena
In passato, le università coreane si sono concentrate sull’attrarre talenti stranieri per riempire le aule. Il numero di studenti stranieri è passato da circa 17.000 vent’anni fa a oltre 350.000 nell’autunno di quest’anno, ma la riforma nasce anche dal fatto che molti lasciano la Corea del Sud subito dopo aver conseguito la laurea.
Questo cambiamento mostra che aumentare soltanto il numero di studenti internazionali non basta a risolvere i problemi di forza lavoro del Paese. La Corea del Sud deve fare i conti con un rapido calo della forza lavoro nazionale e con una grave carenza di personale nelle industrie regionali. Il nuovo sistema presentato dal governo mira a semplificare il passaggio dalla laurea all’occupazione a tempo pieno e alla residenza, contrastando al contempo le frodi sui visti e il lavoro irregolare.
Secondo l’articolo, la durata abituale dell’attuale visto per la ricerca di lavoro è di 1-2 anni. Il progetto per il nuovo visto prevede di concedere ai laureati in discipline STEM e ai lavoratori qualificati fino a 3 anni per trovare un impiego. Tuttavia, sulla base delle sole informazioni annunciate non è possibile sapere se questo periodo si applicherà nello stesso modo a tutti i richiedenti né quali requisiti dovranno soddisfare.
Che cosa significa questa notizia
Per le industrie regionali e i datori di lavoro, si tratta di un cambiamento da seguire con attenzione: potrebbe introdurre procedure che permettano di indirizzare i laureati stranieri verso posti di lavoro locali anche dopo la fine degli studi. Se la politica semplificherà davvero i percorsi verso l’occupazione, potrebbe aiutare le industrie alle prese con carenze di personale a reperire i talenti necessari. Tuttavia, il solo annuncio della riforma dei visti non consente di concludere che le carenze di personale in una determinata regione o in un particolare settore saranno risolte.
Per i laureati stranieri, è importante la possibilità di avere più tempo a disposizione per cercare lavoro. Per esempio, se un laureato in discipline STEM di un’università coreana volesse trovare lavoro in Corea del Sud, i requisiti dettagliati e la data di applicazione del nuovo visto, che consentirà fino a 3 anni, potrebbero incidere concretamente sui suoi piani di ricerca. Le informazioni rese pubbliche finora, tuttavia, non permettono di stabilire se questo laureato ipotetico possa ottenere il nuovo visto.
È opportuno notare che il governo, mentre sottolinea l’importanza dell’insediamento e dell’integrazione a lungo termine, indica anche la lotta alle frodi sui visti e al lavoro irregolare tra i propri obiettivi. Ciò significa che, anche quando si cerca di trovare rapidamente un impiego, occorre verificare le attività autorizzate e le procedure da seguire. Il successo della politica potrebbe dipendere non soltanto dalla durata del periodo di ricerca, ma anche dal grado di concretezza dei percorsi che consentiranno ai laureati di lavorare legalmente e passare alla residenza.
Informazioni sui programmi e sulle misure di sostegno pertinenti
Secondo la guida interna sui visti, l’attuale visto per la ricerca di lavoro (구직, D-10) è un permesso di soggiorno destinato agli stranieri che intendono cercare un impiego professionale in Corea del Sud, prepararsi ad avviare un’impresa tecnologica o svolgere un tirocinio in un settore tecnologico avanzato. Si suddivide in ricerca di lavoro generale (일반구직, D-10-1), preparazione all’avvio di un’impresa tecnologica (기술창업준비, D-10-2), tirocinio in tecnologie avanzate (첨단기술인턴, D-10-3) e talenti d’eccellenza (최우수인재, D-10-T). Si tratta del sistema D-10 vigente descritto nel materiale informativo e non si può presumere che coincida con i requisiti di ammissibilità della nuova politica dei visti annunciata.
Il D-10-1 è rivolto, tra gli altri, a persone che soggiornano legalmente in Corea del Sud, hanno una laurea triennale o un titolo superiore e soddisfano i requisiti del sistema a punti; sono previste anche esenzioni speciali dal sistema a punti, per esempio per la prima ricerca di lavoro dopo la laurea presso un’università coreana. Per il D-10-2 è necessaria una laurea triennale o un titolo superiore e il soddisfacimento di almeno uno dei requisiti stabiliti, come il possesso di diritti di proprietà intellettuale o il completamento di una formazione OASIS. Il D-10-3 è rivolto, tra gli altri, a studenti iscritti almeno a un corso di laurea triennale in un settore tecnologico avanzato presso università di eccellenza a livello mondiale, o a persone che si sono laureate da non più di 3 anni; sono previsti anche limiti di età. Il D-10-T è rivolto, tra gli altri, a persone che negli ultimi 5 anni hanno conseguito almeno una laurea magistrale presso un’università classificata tra le prime 100 al mondo.
La durata del soggiorno varia a seconda della categoria. In linea generale, il periodo concesso per ciascun rilascio è di massimo 1 anno, mentre per alcune categorie è di massimo 6 mesi. Il limite massimo, comprese le proroghe, è di 3 anni o di 1 anno a seconda della categoria; per il D-10-3 e il D-10-T è di massimo 3 anni. Pertanto, non è possibile confrontare direttamente come se fossero calcolate sulla stessa base la «durata abituale di 1-2 anni dell’attuale visto per la ricerca di lavoro» menzionata nell’articolo e la durata del soggiorno prevista per le singole categorie D-10.
Al momento della richiesta o della modifica del permesso di soggiorno, i documenti di base possono includere il modulo di domanda, una fotografia, una copia del passaporto, un piano delle attività di ricerca di lavoro e un diploma o certificato di laurea. A seconda della categoria, possono essere richiesti documenti che attestino il punteggio, la conoscenza della lingua coreana o l’esperienza lavorativa, nonché i mezzi di sostentamento o il luogo di soggiorno. Per il D-10-3 sono richiesti un contratto di lavoro per il tirocinio e documenti che attestino il rispetto dei requisiti da parte dell’azienda o dell’istituzione che invita il tirocinante.
Chi è titolare di un D-10-1 può richiedere un’autorizzazione al lavoro part-time se soddisfa determinati requisiti, ma lavorare prima di aver ottenuto l’autorizzazione può comportare sanzioni sia per lo straniero sia per il datore di lavoro. Questa eccezione per il lavoro part-time non si applica al D-10-2 e al D-10-3. Chi intende iniziare a lavorare durante la ricerca di un impiego deve quindi verificare innanzitutto la propria categoria specifica e l’eventuale necessità di un’autorizzazione.
Fatti confermati e aspetti ancora sconosciuti
Fatti confermati
- Il numero di studenti stranieri in Corea del Sud è passato da circa 17.000 vent’anni fa a oltre 350.000 nell’autunno di quest’anno.
- Mercoledì il Ministero della Giustizia ha annunciato una riforma radicale della politica dei visti.
- L’obiettivo centrale della politica passa dal semplice reclutamento all’insediamento e all’integrazione a lungo termine.
- Il governo intende introdurre un visto flessibile per la ricerca di lavoro che concederà fino a 3 anni ai laureati in discipline STEM e ai lavoratori qualificati, oltre al K-Tech Master Visa.
Aspetti ancora sconosciuti
- Non sono state indicate la data di entrata in vigore della politica riformata né i requisiti di ammissibilità e i criteri di valutazione delle domande.
- Non sono stati confermati i destinatari del K-Tech Master Visa, la durata del soggiorno o le attività lavorative consentite.
- Non è chiaro neppure in che modo il nuovo visto per la ricerca di lavoro sarà collegato all’attuale permesso di soggiorno D-10 o se quest’ultimo subirà modifiche.
Che cosa verificare
- I laureati che stanno valutando un visto per la ricerca di lavoro dovrebbero verificare se sono stati definiti ufficialmente la data di entrata in vigore della nuova politica e i requisiti di ammissibilità. Non si deve presumere che il periodo massimo di 3 anni annunciato si applichi a tutti i richiedenti.
- Chi sta preparando una richiesta, una modifica o una proroga del D-10 deve verificare, in base alla propria categoria specifica, i requisiti relativi al titolo di studio, al piano delle attività di ricerca di lavoro, al sistema a punti e agli altri documenti giustificativi, nonché i criteri sulla durata del soggiorno.
- Chi si trova in possesso di un D-10-1 e intende svolgere un lavoro part-time deve iniziare solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione. Lavorare prima di averla ottenuta comporta il rischio di sanzioni sia per lo straniero sia per il datore di lavoro.



















