ㄱ씨, ispettore assegnato all’ufficio traffico della stazione di polizia di Dongdaemun, a Seul (서울 동대문경찰서), è stato arrestato il mese scorso con l’accusa di possesso di materiale di sfruttamento sessuale e video falsi, nonché di produzione e diffusione di video falsi. La polizia ha perquisito e sequestrato il suo telefono cellulare, i computer e altri dispositivi, acquisendo video illegali; secondo quanto riportato, il totale è di oltre 5.600. Il caso ha portato alla luce non solo le accuse di produzione e diffusione di video ottenuti sovrapponendo, con l’intelligenza artificiale (IA), il corpo di persone conosciute, ma anche la spiegazione secondo cui la polizia non sapeva che, prima di entrare in servizio, ㄱ씨 aveva ricevuto una sospensione dell’incriminazione per un caso simile.

Contesto e retroscena

L’indagine è stata condotta dalla Polizia metropolitana di Busan (부산경찰청) su una chat di Telegram nella quale venivano diffusi video falsi. Nel dicembre dello scorso anno, dopo aver ottenuto dal tribunale l’autorizzazione a svolgere indagini sotto copertura, la polizia ha indagato per alcuni mesi e ha identificato ㄱ씨 come diffusore dei video. Lo scorso agosto ha perquisito e sequestrato il suo telefono cellulare, i computer e altri dispositivi; in seguito ㄱ씨 è stato arrestato.

Secondo quanto riportato, i video si suddividono in oltre 2.600 video falsi, oltre 1.600 contenuti di sfruttamento sessuale di minori e adolescenti e oltre 1.300 riprese clandestine. Queste cifre indicano le dimensioni delle diverse categorie di video che ㄱ씨 avrebbe posseduto; non è stato accertato che corrispondano al numero delle vittime o all’effettiva portata della diffusione. Il solo fatto che i video siano numerosi non consente di stabilire anche il numero delle vittime.

Quanto emerso dall’indagine della polizia non riguarda soltanto il possesso. Dagli accertamenti risulta che, dal 2022 a quest’anno, ㄱ씨 avrebbe utilizzato applicazioni di IA per produrre oltre 400 video falsi, sovrapponendo il corpo di persone conosciute; l’indagine ha inoltre rilevato indizi di riprese clandestine di corpi femminili. Tuttavia, sulla sola base delle informazioni riportate non è possibile sapere quanti dei video complessivi siano stati realizzati direttamente da ㄱ씨 né fino a che punto siano stati diffusi.

Il caso solleva anche interrogativi sulla responsabilità della polizia nelle procedure di assunzione e controllo. Secondo quanto riferito, prima di entrare in servizio ㄱ씨 aveva ricevuto una sospensione dell’incriminazione per un caso simile, ma, secondo l’articolo, questo provvedimento non rientra tra le cause di esclusione dall’assunzione previste dalla Legge sui funzionari di polizia (경찰공무원법). Un rappresentante della stazione di polizia di Dongdaemun ha dichiarato che l’istituzione non era a conoscenza del provvedimento ricevuto da ㄱ씨 prima del suo ingresso in servizio. Ciò che è attualmente accertato è dunque l’esistenza di uno scarto tra i requisiti che precludono l’assunzione e le informazioni effettivamente note all’istituzione; non è emerso quali verifiche siano state effettuate durante la procedura di assunzione.

Che cosa significa questa notizia

Per chi ha subito un danno o potrebbe comparire nei video, può essere importante capire se e in quale misura i filmati siano stati diffusi. Tuttavia, gli articoli non indicano il numero delle vittime, a chi siano stati trasmessi i video né quale tipo di assistenza sia stato offerto alle persone coinvolte. È particolarmente importante ricordare che il numero dei video sequestrati non coincide con quello delle vittime.

Per la polizia può porsi, oltre all’indagine sulle accuse penali a carico del singolo, la necessità di esaminare quali informazioni fossero disponibili al momento dell’assunzione e quali verifiche siano state effettivamente svolte. Il fatto che la sospensione dell’incriminazione non costituisse un motivo di esclusione dall’assunzione non basta, da solo, a concludere che la procedura di assunzione fosse adeguata o inadeguata. Poiché un rappresentante ha dichiarato di non essere a conoscenza del provvedimento, occorre accertare ulteriormente perché tale informazione non sia stata verificata e come siano state applicate le procedure pertinenti.

Per esempio, se una persona teme che sia stato diffuso un video in cui il suo volto o quello di una persona conosciuta è stato sovrapposto a un altro corpo, il solo numero dei video sequestrati non permette di stabilire se il filmato che la riguarda sia stato incluso o diffuso. La presenza effettiva del video e la portata della sua circolazione sono questioni che devono essere accertate nel corso delle indagini.

Informazioni su procedure e assistenza

La custodia cautelare è una procedura che comporta la detenzione fisica di un indagato durante le indagini e non equivale a una condanna definitiva. Secondo una guida legale interna, durante la fase investigativa l’indagato sottoposto a custodia cautelare può chiedere un riesame della legittimità della detenzione. La richiesta può essere presentata non solo dall’indagato, ma anche dal difensore, dal rappresentante legale, dal coniuge, dai parenti in linea retta, dai fratelli o dalle sorelle, dai familiari, dai conviventi o dal datore di lavoro; spetta al tribunale decidere se disporre la liberazione.

Dopo il rinvio a giudizio la procedura cambia e l’imputato può chiedere la libertà su cauzione. La richiesta può essere presentata anche dai familiari e da altre persone, ma il tribunale decide se concederla e a quali condizioni valutando le circostanze specifiche. Anche se la cauzione viene concessa, possono essere imposti obblighi, come l’impegno a presentarsi alle udienze o restrizioni relative alla residenza; se le condizioni vengono violate o l’imputato non si presenta al processo senza giustificato motivo, la cauzione può essere revocata o la garanzia confiscata. Le notizie fornite non dicono se ㄱ씨 sia stato rinviato a giudizio né se abbia chiesto un riesame della custodia cautelare o la libertà su cauzione.

Differenze tra le notizie riportate

Le notizie concordano sul fatto che ㄱ씨 sia stato arrestato il mese scorso, ma un articolo indica nello specifico la data del 16 settembre. Un altro si limita a riferire che l’arresto è avvenuto «il mese scorso».

Anche i dettagli sui tempi di produzione e sulla diffusione variano. Un articolo riferisce che ㄱ씨 avrebbe prodotto oltre 400 video falsi dal 2022 a quest’anno; un altro restringe il periodo da marzo 2022 a luglio di quest’anno e afferma che avrebbe diffuso decine di video in una chat di Telegram. Poiché il periodo e l’entità della diffusione sono descritti in modo diverso a seconda della fonte, è difficile stabilire come certi dettagli non confermati si siano svolti con esattezza.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • Nel dicembre dello scorso anno, la Polizia metropolitana di Busan ha ottenuto dal tribunale l’autorizzazione a svolgere indagini sotto copertura per indagare su una chat di Telegram nella quale venivano diffusi video falsi.
  • Dopo alcuni mesi di indagini, la polizia ha identificato ㄱ씨 come diffusore e, lo scorso agosto, ha perquisito e sequestrato il suo telefono cellulare, i computer e altri dispositivi.
  • ㄱ씨 è stato arrestato con l’accusa di possesso di materiale di sfruttamento sessuale e video falsi, nonché di produzione e diffusione di video falsi.
  • Secondo quanto riportato, i video in suo possesso erano oltre 2.600 video falsi, oltre 1.600 contenuti di sfruttamento sessuale di minori e adolescenti e oltre 1.300 riprese clandestine, per un totale di oltre 5.600.
  • Subito dopo aver ricevuto la notifica dell’avvio delle indagini, ㄱ씨 è stato assegnato a un incarico in attesa di ulteriori disposizioni; dopo l’arresto è stato rimosso dal suo incarico. Un rappresentante della polizia ha dichiarato di non essere a conoscenza della sospensione dell’incriminazione ricevuta prima dell’assunzione.

Aspetti ancora da chiarire

  • Come sono proseguite le indagini e il processo a carico di ㄱ씨?
  • Quante sono le vittime che compaiono nei video sequestrati e fino a che punto sono stati diffusi i filmati?
  • Quali misure sono state adottate per assistere le vittime o bloccare la diffusione dei video?
  • Perché non è stato possibile verificare la sospensione dell’incriminazione al momento dell’assunzione e quali controlli sono stati effettivamente svolti?

Che cosa possono verificare i lettori

  • I familiari di un indagato arrestato in un caso analogo o le persone legittimate a presentare la richiesta per legge possono verificare con il difensore se sia possibile chiedere un riesame della custodia cautelare durante la fase investigativa. Dopo il rinvio a giudizio, la richiesta di libertà su cauzione costituisce una procedura distinta: occorre quindi prima accertare in quale fase si trovi il caso.
  • Se la libertà su cauzione viene concessa, è necessario verificare le condizioni stabilite dal tribunale e le date delle udienze. La violazione delle condizioni o l’assenza senza giustificato motivo possono comportare la revoca della cauzione e la confisca della garanzia.
  • Non è possibile stabilire se qualcuno sia stato vittima o fino a che punto siano stati diffusi i video basandosi soltanto sul numero dei filmati sequestrati riportato dalle notizie. È opportuno verificare se emergano ulteriori informazioni sulle indagini e sulle misure di assistenza alle vittime.

Riferimenti