La Corea del Nord ha negato ogni responsabilità per l’esplosione di una mina vicino alla Linea di demarcazione militare; la Corea del Sud ha invece sostenuto alle Nazioni Unite che un’indagine congiunta sul campo e le analisi forensi hanno accertato che soldati nordcoreani avevano posato deliberatamente la mina a sud della Linea di demarcazione militare. Mentre la smentita di Kim Yo-jong si contrappone alle accuse sudcoreane, il giornalista e opinionista Gil Yun-hyeong ha sollecitato un confronto sulla linea di confine e la ripresa del dialogo, avvertendo che, se non si risolve la situazione in cui le due Coree interpretano diversamente la posizione della linea, uno scontro accidentale potrebbe trasformarsi in una crisi più grave.

Contesto

Kim Yo-jong ha negato che la Corea del Nord sia responsabile dell’esplosione della mina al confine. Lo Stato maggiore congiunto sudcoreano (합동참모본부) ha dichiarato che la mina è esplosa a circa 10 metri a sud della Linea di demarcazione militare; secondo quanto riferito, il Comando delle Nazioni Unite in Corea (유엔군사령부) ha trovato una mina antiuomo nordcoreana a sud della linea.

Secondo una notizia separata, giovedì l’ambasciatore sudcoreano alle Nazioni Unite ha sollecitato la Corea del Nord ad adottare «misure responsabili». La notizia ha riferito che un’indagine congiunta sul campo condotta dall’esercito sudcoreano e dal Comando delle Nazioni Unite in Corea, insieme alle analisi forensi, ha accertato che l’esplosione del 21 settembre era stata causata da una mina posata deliberatamente da soldati nordcoreani a sud della Linea di demarcazione militare. Ha inoltre riportato la tesi sudcoreana secondo cui l’incidente costituiva una violazione dell’accordo di armistizio (정전협정).

La rubrica spiega che occorre considerare non solo l’esplosione della mina, ma anche le attività militari che continuano nei pressi della linea di confine. Secondo quanto riportato nella rubrica, lo Stato maggiore congiunto sudcoreano ha dichiarato che i soldati nordcoreani hanno oltrepassato la Linea di demarcazione militare circa 20 volte in agosto e circa 30 in settembre. Si tratta di dati riferiti sulla base di una comunicazione sudcoreana; la Corea del Nord ha sostenuto che i suoi soldati non hanno mai attraversato la linea.

Secondo la rubrica, la Corea del Nord ha iniziato a fortificare il confine nella primavera del 2024. Kim Yo-jong ha sostenuto che si trattava di un esercizio di sovranità non legato a scopi militari, ma la rubrica spiega che sono proseguiti i lavori per rafforzare la separazione fisica, tra cui la costruzione di barriere e strade tattiche, l’installazione di filo spinato e la posa di mine.

Alla base c’è un cambiamento nel modo in cui la Corea del Nord considera le relazioni intercoreane. La rubrica osserva che, alla fine del 2023, Kim Jong-un ha orientato la politica nordcoreana verso la definizione delle relazioni tra le due Coree come rapporti tra Stati distinti e ostili. Di conseguenza, a marzo è stata aggiunta una disposizione territoriale alla Costituzione nordcoreana e sono state eliminate le precedenti disposizioni relative all’unificazione, riferisce la rubrica.

Che cosa significa questa notizia

Il punto centrale della rubrica non è accogliere la versione di una delle due parti nella disputa sulle responsabilità per la mina, ma considerare un possibile diverso modo di interpretare la Linea di demarcazione militare come fonte di pericolo. La rubrica cita uno studio del 2019 di Gye Yong-ho, secondo il quale la Linea di demarcazione militare fu tracciata su una carta in scala 1:50.000 durante i colloqui di armistizio del luglio 1953. Se si ipotizza che il tratto di matita fosse spesso 1 mm, la linea sulla carta potrebbe corrispondere sul terreno a un margine d’errore di 50 metri. Questo non significa che il confine effettivo sia necessariamente impreciso di tale entità, ma che il metodo e le ipotesi usati per tracciare la linea possono lasciare spazio a interpretazioni diverse della sua posizione.

Se queste divergenze interpretative si accentuano in un’area dove proseguono le fortificazioni al confine e le attività militari, ciò che una parte considera lavori o spostamenti di truppe può essere percepito dall’altra come uno sconfinamento. La rubrica teme che la tensione possa aumentare ulteriormente se agli avvertimenti e ai colpi di avvertimento si sommano le accuse reciproche. Questa è un’analisi della rubrica e non significa che uno scontro sia inevitabile.

Per esempio, se le due parti valutano in modo diverso la posizione dei soldati impegnati nei lavori al confine, una misura di avvertimento adottata da una parte può essere interpretata dall’altra come una provocazione. Se non esistono canali per comunicare sulla posizione della linea di confine e sulla situazione sul terreno, la tensione potrebbe salire prima che sia possibile verificare i fatti.

La rubrica sottolinea che, al di là delle accuse reciproche, il rischio di scontri accidentali può aumentare quando mancano criteri condivisi per la linea di confine e canali di dialogo.

Il giornalista e opinionista Gil Yun-hyeong ha scritto che, inizialmente, la dichiarazione di Kim Yo-jong gli aveva suscitato una strana sensazione di sollievo, più che rabbia. La rubrica ha riferito che il Servizio nazionale di intelligence (국가정보원) aveva definito la dichiarazione una «risposta di livello estremamente basso», ma l’autore l’ha interpretata come un segnale che la Corea del Nord stesse prendendo sul serio la situazione. Anche la stima secondo cui, dopo l’interruzione del dialogo intercoreano alla fine del 2018, le possibilità di una ripresa sarebbero salite dallo 0% al 2-3% è una valutazione dell’autore della rubrica, non una previsione confermata.

Differenze tra i resoconti

La rubrica e la notizia separata trattano lo stesso incidente, ma ne presentano aspetti e valutazioni delle responsabilità diversi. La rubrica riferisce la smentita di Kim Yo-jong e la posizione nordcoreana, concentrandosi sulle divergenze interpretative riguardo alla Linea di demarcazione militare e sulla necessità di un dialogo. La notizia separata riferisce che, alle Nazioni Unite, la Corea del Sud ha sostenuto, sulla base dei risultati dell’indagine congiunta condotta dall’esercito sudcoreano e dal Comando delle Nazioni Unite in Corea, che i soldati nordcoreani avevano posato deliberatamente la mina; riporta inoltre la valutazione sudcoreana secondo cui si è trattato di una violazione dell’accordo di armistizio.

Pertanto, ciò che si può accertare sulla base delle informazioni disponibili è che coesistono la smentita nordcoreana e le accuse sudcoreane. Invece di fondere le due posizioni in un’unica conclusione, occorre distinguere chi ha presentato quali risultati d’indagine e quali interpretazioni.

Fatti accertati e aspetti ancora sconosciuti

Fatti accertati

  • Kim Yo-jong ha negato che la Corea del Nord sia responsabile dell’esplosione della mina al confine.
  • Secondo quanto riferito dalla rubrica, lo Stato maggiore congiunto sudcoreano ha dichiarato che il punto dell’esplosione si trovava a circa 10 metri a sud della Linea di demarcazione militare.
  • Secondo quanto riferito dalla rubrica, il Comando delle Nazioni Unite in Corea ha trovato una mina antiuomo nordcoreana a sud della Linea di demarcazione militare.
  • Secondo una notizia separata, l’ambasciatore sudcoreano alle Nazioni Unite ha sostenuto, sulla base dei risultati dell’indagine congiunta, che la mina era stata posata deliberatamente da soldati nordcoreani e ha sollecitato misure responsabili.
  • Secondo quanto riferito dalla rubrica, nel novembre 2025 il Ministero della Difesa nazionale sudcoreano (국방부) ha proposto colloqui sulla delimitazione della Linea di demarcazione militare, ma la Corea del Nord non ha risposto.

Aspetti ancora sconosciuti

  • Le informazioni disponibili non indicano le condizioni attuali dei soldati sudcoreani feriti dall’esplosione della mina.
  • Non è stato accertato se le due Coree intendano riprendere i colloqui sulla delimitazione della Linea di demarcazione militare.
  • La notizia separata riferisce i risultati dell’indagine congiunta, ma le informazioni disponibili non consentono di sapere se in seguito siano state condotte ulteriori indagini o siano emersi nuovi risultati.
  • Non sono descritti in modo sufficiente né il modo in cui le due parti determinano la posizione precisa della Linea di demarcazione militare né l’entità delle differenze sul terreno.

Che cosa verificare

  • Nei successivi comunicati sulle responsabilità per l’esplosione della mina, è opportuno distinguere chi ha condotto l’indagine, quali risultati ha prodotto e quali posizioni hanno espresso le parti coinvolte.
  • Verificare se venga ripresa la proposta di colloqui sulla delimitazione della Linea di demarcazione militare o se ricomincino le discussioni tra le due Coree può aiutare a valutare le possibilità di ridurre la tensione.
  • È utile seguire gli aggiornamenti sulle condizioni dei soldati feriti e gli eventuali nuovi risultati delle indagini, distinguendo però queste informazioni dai fatti accertati che non compaiono nelle fonti disponibili.

Riferimenti