Durante l’audizione parlamentare sul bilancio e l’operato del Ministero degli Affari Esteri (외교부), tenuta il 6 ottobre dalla Commissione per gli Affari esteri e l’Unificazione dell’Assemblea nazionale (외교통일위원회), sono stati affrontati insieme il sospetto che a Lee Jong-seok, direttore del Servizio nazionale di intelligence (국가정보원), sia stato negato l’ingresso negli Stati Uniti e i ritardi nei visti del personale del Servizio destinato all’Ambasciata della Corea del Sud negli Stati Uniti (주미한국대사관). Il deputato Han Dong-hoon ha chiesto se fosse vero di aver appreso che Lee aveva tentato di recarsi negli Stati Uniti intorno a marzo 2026, ma gli era stato negato l’ingresso per il suo presunto orientamento antiamericano e altri motivi. Il ministro degli Affari Esteri Cho Hyun ha risposto: «Per quanto ne so, no»; ha inoltre definito «assolutamente falso» il sospetto che le autorità statunitensi avessero chiesto informazioni sul presunto orientamento antiamericano di Lee.

Il ministro Cho ha aggiunto di aver ricevuto spiegazioni sui problemi nel settore dell’intelligence durante un incontro con il suo omologo statunitense, senza però renderne noti i dettagli. Nel frattempo, sono circolate notizie secondo cui il governo statunitense avrebbe sospeso il rilascio dei visti e il riconoscimento dello status diplomatico per il personale del Servizio destinato all’Ambasciata della Corea del Sud negli Stati Uniti. Il Servizio ha dichiarato che alcuni ritardi nei visti sono questioni procedurali relative ai dati personali, dovute al rafforzamento delle procedure statunitensi d’ingresso, e che non hanno a che fare con la cooperazione d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti.

La smentita del ministro sul sospetto che al direttore del Servizio sia stato negato l’ingresso riguarda ciò che il ministro sa. Le cause dei ritardi nei visti del personale e i dettagli dei problemi di cooperazione d’intelligence non sono stati verificati separatamente.

Contesto e quadro generale

Durante questa audizione parlamentare, i due casi sono stati menzionati nel contesto degli stessi rapporti d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti, ma occorre distinguere i fatti e chi ha rilasciato le dichiarazioni. Il sospetto che a Lee sia stato negato l’ingresso è stato sollevato dal deputato Han, mentre il ministro Cho ha risposto che, per quanto ne sa, non è vero. Sulla base degli elementi attualmente disponibili, dunque, non si può affermare con certezza che gli sia stato effettivamente negato l’ingresso né quale motivo abbiano addotto gli Stati Uniti.

Anche sulla questione dei ritardi nei visti coesistono le notizie riportate e la spiegazione del Servizio. Da un lato, sono circolate notizie secondo cui il governo statunitense avrebbe sospeso il rilascio dei visti e il riconoscimento dello status diplomatico; dall’altro, il Servizio ha attribuito alcuni ritardi a procedure relative ai dati personali e ha dichiarato che non hanno a che fare con la cooperazione d’intelligence. Il ministro Cho ha affermato che la questione dei visti è una materia che riguarda le autorità d’intelligence e non coinvolge il Ministero degli Affari Esteri.

L’articolo ha riferito anche di altre questioni relative ai rapporti d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti. Secondo una ricostruzione, il governo statunitense ritiene che un ex dipendente di Coupang, sospettato di aver divulgato dati personali su ordine del Servizio, sia stato contattato in Cina e che il suo portatile sia stato recuperato. Un’altra notizia sostiene che la condivisione di informazioni sulla Corea del Nord con il governo sudcoreano sia stata limitata perché il ministro dell’Unificazione Jung Dong-young ha reso pubblica l’ubicazione di un impianto nordcoreano per l’arricchimento dell’uranio. Anche il ministro Cho ha dichiarato di non poter dire quali siano i problemi nel settore dell’intelligence.

Durante l’audizione parlamentare si è discusso, oltre che dei problemi d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti, della risposta alle mine collocate dall’esercito nordcoreano nella zona demilitarizzata e della questione della divulgazione da parte dell’Ucraina del rimpatrio dei prigionieri di guerra nordcoreani. Il ministro Cho ha detto che la risposta alle mine sarà decisa dopo una discussione in seno al Consiglio di sicurezza nazionale (국가안전보장회의) e che, a livello del Ministero degli Affari Esteri, si stanno valutando iniziative quali una dichiarazione o una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (유엔 안전보장이사회) e l’invio di una lettera. Nel corso della stessa audizione sono state discusse varie questioni diplomatiche, ma non sono stati presentati elementi che dimostrino che siano all’origine dei problemi relativi ai visti del Servizio.

Che cosa significa questa notizia

Un punto importante per i lettori è che il «sospetto di un ingresso negato» e i «ritardi nei visti del personale» potrebbero essere questioni separate. Il primo riguarda un’accusa sollevata da un deputato in relazione a una visita negli Stati Uniti del direttore del Servizio; il secondo riguarda le notizie sui visti e sul riconoscimento dello status diplomatico del personale destinato all’estero. È possibile esaminare i due casi in relazione alla possibilità di tensioni nei rapporti d’intelligence tra Corea del Sud e Stati Uniti, ma sulla base delle sole informazioni rese pubbliche finora non si può stabilire né che siano causati l’uno dall’altro né che vi sia un legame diretto.

Se l’invio all’estero del personale del Servizio subisse effettivamente ritardi, ciò potrebbe incidere sui dipendenti interessati e sui piani operativi dell’ambasciata. Tuttavia, non è stato indicato quali procedure riguardino quali dipendenti, quanto siano in ritardo né quali cambiamenti siano intervenuti nel lavoro. Per esempio, se una persona in procinto di essere assegnata all’estero fosse in attesa del visto, la partenza o la data di presa di servizio potrebbero risentirne; le informazioni disponibili, però, non permettono di affermare che ciò sia effettivamente accaduto.

La condivisione di informazioni tra governi può comprendere molti dettagli non resi pubblici; il fatto che il ministro non abbia rivelato i problemi specifici non basta, di per sé, a concludere che i rapporti siano peggiorati o a stabilire il motivo di una determinata misura. Allo stesso modo, il fatto che il Servizio abbia affermato che la questione non riguarda la cooperazione d’intelligence non chiarisce ogni dubbio. In futuro sarà necessario verificare separatamente se verranno spiegate ufficialmente le ragioni dei ritardi nei visti, quale posizione assumerà il governo sulle notizie relative alle limitazioni della condivisione d’informazioni e se le spiegazioni delle parti coinvolte saranno coerenti tra loro.

Fatti accertati e aspetti ancora da chiarire

Fatti accertati

  • Il 6 ottobre la Commissione per gli Affari esteri e l’Unificazione ha tenuto un’audizione parlamentare sul Ministero degli Affari Esteri e su altri temi.
  • Il deputato Han Dong-hoon ha sollevato il sospetto che a Lee Jong-seok, direttore del Servizio nazionale di intelligence, sia stato negato l’ingresso negli Stati Uniti intorno a marzo 2026; il ministro Cho Hyun ha risposto: «Per quanto ne so, no».
  • Il ministro Cho ha detto di aver ricevuto spiegazioni sui problemi nel settore dell’intelligence, ma di non poter divulgarne i dettagli.
  • Secondo quanto riferito, il governo statunitense ha sospeso il rilascio dei visti e il riconoscimento dello status diplomatico per il personale del Servizio; il Servizio ha spiegato che alcuni ritardi riguardano procedure relative ai dati personali.
  • Il ministro Cho ha dichiarato che la risposta alle mine sarà discussa in seno al Consiglio di sicurezza nazionale e che si stanno valutando anche iniziative a livello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Aspetti ancora da chiarire

  • Se a Lee Jong-seok, direttore del Servizio nazionale di intelligence, sia stato effettivamente negato l’ingresso negli Stati Uniti e quali siano state le circostanze specifiche.
  • Le ragioni specifiche per cui il governo statunitense avrebbe sospeso il rilascio dei visti e il riconoscimento dello status diplomatico per il personale del Servizio.
  • Quali siano i problemi specifici nel settore dell’intelligence menzionati dal ministro Cho e quali siano i fatti relativi alle notizie sulle limitazioni della condivisione di informazioni sulla Corea del Nord.
  • Se esista un legame diretto tra il sospetto di un ingresso negato al direttore del Servizio, i ritardi nei visti del personale e i problemi di condivisione delle informazioni.

Che cosa dovrebbero verificare i lettori

  • Sarà utile verificare se, in successive dichiarazioni, verranno confermati i fatti relativi alla visita negli Stati Uniti di Lee e alle procedure d’ingresso.
  • Per quanto riguarda i ritardi nei visti, si possono verificare separatamente se saranno rese note la spiegazione del Servizio sulle procedure relative ai dati personali e le ragioni della sospensione da parte del governo statunitense.
  • In relazione alle notizie sulle limitazioni della condivisione di informazioni sulla Corea del Nord, sarà utile seguire se il governo chiarirà ufficialmente se vi siano state limitazioni e quale sia la loro portata, e se verranno resi noti i problemi nel settore dell’intelligence menzionati dal ministro Cho.

Riferimenti