L’aggressione a bordo del volo per Tel Aviv
Il 30 settembre, su un aereo Flydubai in viaggio da Dubai a Tel Aviv, il copilota avrebbe attaccato il comandante con un’accetta di emergenza e tentato di assumere il controllo del velivolo. Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, ha descritto l’episodio come un tentativo di attentato terroristico.
L’accetta è un attrezzo normalmente conservato nella cabina di pilotaggio per essere usato in situazioni di emergenza, per esempio per aiutare a liberare un passaggio. In questo caso, secondo le accuse, un oggetto previsto per la sicurezza sarebbe stato usato come arma.
Le autorità degli Emirati stanno esaminando l’aggressione, il possibile tentativo di prendere i comandi e le circostanze che hanno permesso al copilota di tornare a svolgere mansioni di volo.
La ricostruzione dell’atterraggio di emergenza
Durante l’attacco, il comandante sarebbe rimasto ferito e l’aereo avrebbe perso rapidamente quota. Nonostante le lesioni, il comandante è riuscito a sbloccare la porta della cabina di pilotaggio, consentendo a passeggeri e membri dell’equipaggio di entrare e contribuire a fermare il copilota.
A quel punto altri piloti presenti a bordo hanno preso in carico la conduzione dell’aereo. Il velivolo è stato quindi fatto atterrare in emergenza in Arabia Saudita. La sequenza degli eventi, come riportata nelle prime ricostruzioni, indica che la reazione del comandante, dei passeggeri e degli altri piloti ha evitato che l’incidente si trasformasse in una catastrofe.
Un atterraggio di emergenza è una procedura con cui l’equipaggio porta l’aereo a terra in un aeroporto disponibile, anche se non era la destinazione prevista. In situazioni del genere, l’obiettivo immediato è mantenere il controllo del velivolo e ridurre i rischi per chi è a bordo.
Il precedente durante la formazione presso Oman Air
Il copilota, identificato come Hamam al-Hammami, cittadino omanita di 29 anni, sarebbe stato sospeso dal servizio di volo nel 2024, quando seguiva un percorso di formazione presso Oman Air. Secondo le informazioni emerse nell’ambito delle indagini, durante quel periodo sarebbe stato trovato in possesso di materiale legato all’estremismo.
La sospensione non avrebbe comportato l’allontanamento completo dalla compagnia: l’uomo avrebbe potuto continuare a lavorare in mansioni amministrative, senza svolgere attività di volo. In seguito sarebbe stato assunto da Flydubai e assegnato a una rotta diretta verso Israele.
- Nel 2024: durante la formazione presso Oman Air, sarebbe emersa la presenza di materiale estremista.
- Dopo il ritrovamento: il copilota sarebbe stato escluso dalle mansioni di volo, ma non da ogni attività lavorativa.
- In seguito: avrebbe trovato impiego presso Flydubai ed è stato assegnato alla rotta Dubai-Tel Aviv.
- Dopo l’aggressione: le autorità stanno ricostruendo le decisioni che hanno preceduto il suo ritorno in cabina.
Il materiale in questione e il modo in cui sarebbe stato valutato non sono stati descritti in dettaglio nelle informazioni disponibili. Per questo, il precedente rappresenta un elemento centrale dell’inchiesta, ma non chiarisce da solo le intenzioni dell’uomo né dimostra che l’episodio fosse stato pianificato in anticipo.
I controlli tra una compagnia e l’altra
Una delle questioni principali riguarda il passaggio del copilota da Oman Air a Flydubai. Le autorità stanno verificando se le preoccupazioni emerse durante il precedente impiego siano state comunicate alla nuova compagnia e quali controlli siano stati effettuati prima di assegnargli nuovamente compiti di pilotaggio.
Nel settore dell’aviazione, la selezione del personale e la verifica delle qualifiche sono fondamentali perché i piloti hanno responsabilità dirette sulla sicurezza di centinaia di persone. La vicenda solleva quindi un interrogativo concreto: quando un dipendente viene escluso dal servizio di volo per ragioni di sicurezza, quali informazioni devono accompagnarlo se cambia datore di lavoro?
Il caso non dimostra, sulla base dei dati disponibili, che le procedure delle compagnie siano state violate. Tuttavia, spinge gli investigatori a esaminare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, la documentazione professionale del copilota e i criteri utilizzati per autorizzarlo nuovamente a pilotare.
Che cosa significa “sospensione dal servizio di volo”
La sospensione dal servizio di volo significa che una persona non può svolgere mansioni operative a bordo, pur potendo eventualmente essere assegnata ad altri incarichi. È una distinzione importante: restare dipendente di una compagnia non equivale necessariamente a essere autorizzati a pilotare un aereo.
Il movente resta da accertare
Secondo le ricostruzioni investigative, il copilota avrebbe dichiarato di voler far precipitare l’aereo in Israele. Le ragioni di un eventuale progetto del genere, così come la possibilità che abbia agito su indicazione o con il sostegno di altre persone, non sono state accertate.
La procura degli Emirati ha comunicato che l’indagine continua per chiarire il movente e verificare eventuali legami con soggetti esterni. Le dichiarazioni attribuite al sospettato e la qualificazione dell’episodio come tentativo terroristico devono essere considerate nel quadro dell’inchiesta: non equivalgono, da sole, a una sentenza definitiva.
Restano aperte due domande decisive: perché il copilota avrebbe attaccato il comandante e se qualcun altro abbia contribuito a preparare o sostenere l’azione.
Le questioni che l’inchiesta dovrà chiarire
L’episodio unisce un’aggressione in cabina a un possibile problema nei controlli sul personale tra compagnie diverse. Le indagini dovranno ricostruire non solo ciò che è avvenuto durante il volo, ma anche la storia professionale del copilota e le informazioni disponibili prima della sua assunzione.
- La dinamica dell’attacco: come il copilota avrebbe usato l’attrezzo di emergenza e quali azioni avrebbero consentito di fermarlo.
- La gestione dell’aereo: in che modo il comandante e gli altri piloti hanno mantenuto il controllo fino all’atterraggio.
- La circolazione delle informazioni: se la precedente sospensione fosse stata segnalata e valutata dalla nuova compagnia.
- Il movente e gli eventuali contatti: se l’uomo abbia agito da solo o abbia avuto legami con altre persone.
I risultati potranno avere conseguenze anche oltre questo singolo caso, perché potrebbero portare a riesaminare il modo in cui le compagnie verificano i precedenti professionali dei piloti. Per ora, tuttavia, non sono state rese note conclusioni definitive sul movente né sulle eventuali responsabilità nei controlli che hanno preceduto l’incidente.




















